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Vetrata
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top
La mwgwvetrata è un insieme di tessere di mwhavetro di diversi colori e a differenti gradi di mwhqopacità, montate su mwhgintelaiatura di mwhwlegno o di mwiametallo. Viene usata per sigillare ed eventualmente decorare finestre o altro genere di aperture nelle pareti. Può avere funzione di parete divisoria. La tecnica utilizzata con intento decorativo è la mwiqpittura del vetro.
Contents
• Storia
• Medioevo
• Note
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Tecnica di costruzione
Sull'intelaiatura vengono montate le tessere di vetro: può trattarsi di vetro di mwjqcrogiolo, la cui colorazione è ottenuta aggiungendo mwjgruggine, mwjwcobalto o mwkarame alle componenti di base (mwkqossido di calcio e mwkgcarbonato di potassio) o di vetro placcato (cioè vetro in più stratificazioni, per ottenere varie gradazioni di colore). Inizialmente, l'artefice appronta un mwkwcartone preparatorio. Su questa base, vengono tagliate le lastre, anticamente con l'aiuto di un ferro incandescente, poi con una punta di mwladiamante (a partire dal mwlqXV secolo) e, attualmente, usando un tagliavetro munito di una rotellina di mwlgcarburo di tungsteno autolubrificata con olio minerale. Le diverse lastre vengono montate su una griglia provvisoria ed eventualmente pitturate con l'utilizzo di mwlwmwmagrisaille, fissata poi con una cottura a temperature elevate. A questo punto, le lastre vengono unite con l'utilizzo di profilati di mwmqpiombo e montate sull'intelaiatura.
Tecniche moderne e contemporanee
Nel corso degli ultimi due secoli l'evoluzione delle tecniche di lavorazione del vetro, la ricerca plastica di numerosi artisti e il variare degli stili architettonici hanno prodotto nuovi tipi di vetrate, destinate agli stessi usi di quelle tradizionali rilegate a piombo. Le principali sono: - la mwnadalle de verre, montaggio di vetri colorati di forte spessore (2,5mwnq cm) a mezzo di cemento o resina. - il metodo detto "Tiffany", vetrata dove ogni tassello di vetro è coperto da un fine nastro di rame che permette di saldare insieme i pezzi. - la vetrofusione o mwngfusing, tecnica che permette di fondere insieme vetri di diverse colorazioni.
Storia
Le vetrate esistono fin dall'epoca romana e si sono evolute nei secoli seguenti grazie alle tecniche di lavorazione del vetro.
Origini delle vetrate
Con la scoperta della soffiatura a stampo intorno al 25 d.C. e il conseguente crollo del prezzo del vetro, nell'mwowImpero romano si diffuse l'uso di decorare in maniera da attirare bellezza,gli edifici pubblici e le ville più prestigiose con vetri molto colorati montati su telai di legno o di metallo. Di queste prime vetrate, cui fa cenno più volte mwpaPlinio il Giovane nelle sue lettere, nulla ci resta.
Sotto mwpgOttaviano Augusto, la produzione del vetro divenne una vera e propria industria. I primi visitatori della città di mwpwPompei ebbero modo di osservare vetri ancora collocati nei telai delle finestre di edifici pubblici e abitazioni private. mwqaSeneca considerava recente l'uso di applicare lastre di vetro alle finestre.
Con la decadenza economica del V secolo, la produzione di vetrate cessa in Italia, mentre continua nei paesi del Nord Europa e nel Medio Oriente. Nel V secolo il vescovo mwqgSidonio Apollinare descrive le vetrate della Basilica dei Maccabei a mwraLione.
Medioevo
Alcuni frammenti di vetri da finestra colorati e pani di vetro, risalenti alla fine del X e ai primi decenni dell'XI secolo, furono rinvenuti durante gli scavi archeologici effettuati tra il 1972 e il 1978 all'interno della Torre Civica a fianco del mwrwduomo di Pavia, si tratterebbe di una delle prime attestazioni in Occidente dell'uso di vetrate policromecite-ref-1[1]cite-ref-2[2], anche se le più antiche vetrate in situ ancora integre si trovano nella mwuacattedrale di Augusta in mwuqGermania (del 1130 circacite-ref-3[3]). Si tratta di cinque figure dell'antico testamento (mwvgMosè, mwvwDavide, mwwaDaniele, mwwqOsea e mwwgGiona), opera di Peter Hemmel di Andau, uniche rimaste di una serie più numerosa. Sono opere tutt'altro che primitive, che testimoniano una perfetta maturità tecnica e la conoscenza della pittura su vetro. La medesima abilità si riscontra nell'mwwwabbazia di Tegernsee, dove fiorì un importante laboratorio di vetrate, il cui influsso si estese in tutta la mwxaBaviera, superandone i confini verso est. A partire da quest'epoca le testimonianze di vetrate romaniche (di tema religioso, dai colori chiari, a pezzi grandi) si fanno sempre più numerose. Un altro esempio molto antico ancora mwxqin situ sono le vetrate della navata romanica della mwxgcattedrale San Giuliano di mwxwLe Mans in Francia occidentale, i cui frammenti più antichi risalirebbero al 1120-1130 circa (parte centrale de mwyaL'Ascensione di Cristo). È stata invece datata alla metà dell'XI secolo la mwyqmwygTesta di Lorsch, ricomposizione di frammenti di una vetrata scoperti nel 1943 sito dell'mwywabbazia di Lorschcite-ref-4[4]. Il cosiddetto mwaamwaqCristo di Wissembourg, altro celebre frammento di vetrata medievale, risalirebbe ad almeno un secolo dopo, alla metà del XII secolocite-ref-5[5]cite-ref-6[6].
Pur diffusa in mwcwepoca romanica, questa tecnica costruttiva e decorativa raggiunse il suo apogeo con l'mwdaarchitettura gotica (soprattutto a motivo dello sviluppo tecnologico in termini di mwdqstatica che questa architettura portò con sé), divenendone generalizzato l'uso nel mwdgsecolo XIII.
Rispetto alla vetrata romanica i colori sono più scuri, i pezzi di vetro più piccoli, i soggetti si moltiplicano e comprendono più scene per finestra. Famose in tutto il mondo sono le vetrate della mweacattedrale di Chartres: eseguite fra il mweq1150 e il mweg1240 occupano una superficie complessiva di circa 7000 metri quadrati, per un totale di 176 finestre. Di grande interesse anche la mwewcattedrale di Notre Dame e la mwfaSainte-Chapelle a mwfqParigi, dove la vetrata gotica incontra la sua massima espressione. La Francia è tuttora il paese che conserva il più gran numero di vetrate medievali nelle sue chiese, soprattutto nella Francia settentrionale.
In Italia invece l'uso di decorare le finestre delle chiese con vetrate figurative è un fenomeno di importazione, giunto attraverso l'affermarsi dello mwfwstile gotico. Per la realizzazione delle mwgavetrate del Duomo di Milano, uno dei maggiori cicli esistenti in Italia, molti maestri vetrai furono fatti venire dalla Germania e dai paesi fiamminghi. Una vetrata autoctona è quella veneziana a rulli (dischi di vetro soffiato di circa 10mwgq cm di diametro), montati a piombo, presente in molti edifici pubblici e chiese, soprattutto nell'Italia settentrionale.
Dal Rinascimento all'Ottocento
Col prevalere dello stile rinascimentale, più sensibile alle rese prospettiche e ai volumi, la vetrata si adattò facendo sempre più uso della pittura. Una delle tecniche che iniziano a prendere piede in questo periodo è la mwiwgrisaglia, utilizzata a partire dal mwjaXV secolo. Si tratta di uno smalto composto da ossido di mwjqrame e da un fondente utilizzato per realizzare sfumature e dare corpo a figure e decorazioni. Molte vetrate sono realizzate nel nord e certe zone del sud della Francia (in particolare in mwjgNormandia e mwjwChampagne), nelle Fiandre e i Paesi Bassi (si può citare l'attività di Dirck Crabeth), in Germania e Svizzera ma anche se più raramente in Spagna e in Italia. In Italia, si puo' citare l'attività del francese mwkqGuillaume de Marcillat nelle chiese di mwkgArezzo negli anni 1510-1520. In Svizzera si sviluppa l'uso di vetrate domestiche, di piccole dimensioni a soggetto profano e spesso dipinte almeno in parte in grisaglia, un'usanza che si diffonde poi anche in Germania, nelle Fiandre e in Francia.
Con l'avvento del mwlaprotestantesimo (e la conseguente mwlqiconoclastia) e della mwlgControriforma inizia per le mwlwvetrate un periodo di declino. A partire dalla mwmaSvizzera si diffonde l'uso di piccoli pannelli decorativi di carattere mwmqlaico, soprattutto mwmgstemmi, che ornano le finestre delle case. L'uso del mwmwdiamante al posto del ferro arroventato permette tagli più arditi. Ma con il passare degli anni si assiste a una perdita di originalità.
Nel periodo mwnqbarocco l'interesse per la vetrata diminuisce ulteriormente: la conoscenza delle tecniche si è persa tanto che nessuno è più in grado di eseguire i restauri. Solo alla fine del mwngXIX secolo in mwnwInghilterra, grazie alla corrente del mwoaNeogotico, in particolare per interesse dei pittori inglesi mwoqWilliam Morris e sir mwogEdward Burne-Jones, e in Francia con i restauri dei grandi edifici gotici da metà dell'Ottocento in poi, rinasce l'interesse per le vetrate, ma per avere risultati di pregio bisognerà aspettare almeno un ventennio. In Inghilterra, si tratta di vetrate per lo più di carattere laico, che ornano gli edifici neogotici, in Francia invece molte chiese, antiche come nuove, ricevono vetrate in stile neogotico o in stile moderno ottocentesco.
Art Nouveau ed epoca moderna
A mwrwVenezia a metà Ottocento il vetraio muranese mwsaPietro Bigaglia adorna la sua casa con delle vetrate che alternano rulli filigranati di sua produzione a parti in vetro colorato e trasparente.
Con lmwsg'mwswmwtaArt Nouveau e il mwtqLiberty, la vetrata ha il suo grande rilancio, sviluppando forme e cromatismi nuovi. mwtgLouis Comfort Tiffany rinnova profondamente la vetrata sia dal punto di vista iconografico che tecnico, introducendo l'uso di vetri opachi, fatti produrre da lui stesso, e sostituendo il profilato in piombo con un nastrino di rame. Artisti come mwtwAntoni Gaudí, mwuaMackintosh e mwuqFrank Lloyd Wright ne rinnovano profondamente l'aspetto formale.
In mwuwItalia mentre la ditta Beltrami lavora a mwvaMilano, a mwvqVenezia mwvgTeodoro Wolf Ferrari e mwvwVittorio Zecchin propongono vetrate svincolate dall'architettura, di piccola dimensione e di grande impatto decorativo.
Attualmente dopo una parziale decadenza nel mwwqsecondo dopoguerra (in cui ci si occupa soprattutto di restauri), ha fatto seguito una rinascita, con innovazioni che riguardano sia il piano formale che quello tecnico. Ricordiamo solo mwwgChagall, mwwwLe Corbusier e Anzolo Fuga. Dopo decenni di arredamento spoglio e minimalista l'uso della vetrata come decoro della propria abitazione è in rapida espansione.
Note
cite-note-11. ↑ mwywmwzamwzqArcheologia Medievale, V, 1978, su mwzgbooks.google.it.
cite-note-22. ↑ mw0gmw0wmw1aMusei Civici del Castello Visconteo 1, su mw1qicvbc.cnr.it. mw1gURL consultato il 1º maggio 2022 mw1w(archiviato dall'mw2aurl originale il 29 ottobre 2009).
cite-note-33. ↑ mw3aGuida Germania, Touring Club d'Italia, 1994
Bibliografia
• citerefborlee(FR) Denise Borlee, Fragments de vitraux de l'ancienne abbatiale de Wissembourg. Elementi retrouvés d'un ensemble disparu, in Revue du Louvre, n. 57, 2007.
• citerefgast-1967(DE) Uwe Gast, Die mittelalterlichen Glasmalereien in Oppenheim, Rhein- und Südhessen, in Kataloge des Hessischen Landesmuseums 2, Frankfurt a. M., 1967.
• citerefgast-2010(FR) Uwe Gast, Vitraux retrouvés de l'ancienne abbatiale de Wissembourg, in Bulletin Monumental, n. 168-1, 2010.
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Collegamenti esterni
• citerefbritannica-com(EN) Robert W. Sowers, stained glass, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefenciclop-dia-ita-cultural(PT) Vetrata, su Enciclopédia Itaú Cultural, Itaú Cultural.
• citerefcatholic-encyclopedia(EN) Vetrata, in Catholic Encyclopedia, Robert Appleton Company.